Non sei soddisfatta dell’immagine che ti restituisce lo specchio, ma hai paura di ricorrere a interventi di chirurgia estetica?
Non sei soddisfatta dell’immagine che ti restituisce lo specchio, ma hai paura di ricorrere a interventi di chirurgia estetica?

L’innovativo approccio della Mastoplastica Argentina

come la chirurgia estetica diventa naturale, su misura e poco invasiva,
in grado di portarti al traguardo che hai sempre desiderato

Senza dolore e lunghi decorsi post-operatori
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Prima consulenza che racchiude

1. Fase di ascolto, in cui lascio che mi racconti i tuoi pensieri, quello che desideri e ciò che può farti paura

2. Fase più tecnica, con le varie misurazioni, la scelta della tipologia di intervento più adatta alla tua condizione fisica

3. Fase finale, che prevede un incontro delle due fasi precedenti: desideri, aspettative si incontrano con la componente tecnica, portando al miglior compromesso possibile.

Se poi sarai soddisfatta della prima e vorrai proseguire, passeremo alla SECONDA VISITA

Seconda visita: ci dedicheremo alla scelta delle protesi

Per me è importante non scegliere da solo, in sala operatoria, le protesi più adatte, ma renderti consapevole e informata prima dell’intervento.

Attraverso questa seconda visita ti mostrerò le protesi più adatte alle tue esigenze e la tecnica che ritengo perfetta per te.

Arriverai all’intervento senza dubbi e con la certezza del risultato che ti aspetta

Il Protocollo Recupero Rapido e Sicuro

 L’innovazione in grado di semplificare gli interventi e il recupero post operatorio:

  • Intervento rapido con rientro a casa in giornata
  • nessun dolore, solo un leggero fastidio
  • rapido recupero post operatorio che non compromette la tua quotidianità.

L’esclusivo metodo della Mastoplastica Argentina

con la Mastoplastica Additiva del Dr. Peron


L’unico approccio basato sull’ideale di bellezza sudamericano, rappresentato da alcune tra le donne più famose al mondo.

Ciò che rende il décolleté argentino particolarmente naturale, morbido e seducente, è l’armonia che crea con tutto il fisico.

Infatti, grazie alla Mastoplastica Argentina, progetteremo il seno perfetto per te, per i tuoi desideri e la tua fisicità, grazie al quale il corpo può mantenere le proporzioni ideali riuscendo così a valorizzare i fianchi e la vita, con un risultato naturale e su misura.

Guarda il video per scoprire i metodo
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Cosa dicono le nostre pazienti?

Ecco che risultati potresti ottenere

con la Mastoplastica Additiva del Dr. Peron

Dott. Luciano Perrone

Inventore del metodo Mastoplastica Argentina

Mi chiamo Luciano Perrone, medico specialista in medicina e chirurgia estetica e creatore di “Dr. Perón, l’originale mastoplastica argentina, il segreto delle donne più sexy del mondo“.

Durante la mia specializzazione chirurgica e le mie esperienze all’estero, mi sono formato in Argentina e ho scoperto un nuovo modo di rendere il seno ancora più naturale, sensuale e su misura.

Ho poi unito questo percorso alla mia esperienza, ai diversi anni in Chirurgia dei Trapianti d’organo, fino alla Chirurgia del Trauma e Chirurgia Oncologica del Seno, per studiare piccole innovazioni che permettessero un intervento:

  1. rapido
  2. con un’anestesia leggera
  3. quasi indolore
  4. con un breve decorso post-operatorio.

Oggi, dopo diversi anni all’estero, ho portato il mio metodo in Italia, aprendo uno studio a Parma e uno a Milano.

La struttura del mio metodo ti prende per mano, ascolta le tue esigenze e ti porta, passo passo, ad avere ben chiaro il risultato che otterrai con l’intervento.

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Le domande più frequenti sulla mastoplastica

Vediamo prima cosa significa “finte”.

È molto difficile che una donna nasca con un seno davvero molto sproporzionato per la sua fisicità, perché le causerebbe gravi problemi alla schiena.

Certo, può capitare, ma è una situazione poco frequente.

Quindi, quando ti capita di notare un seno molto sproporzionato rispetto al resto del corpo, sei portata a pensare che non sia naturale, che sia rifatto.

Hai davanti agli occhi questo caso ogni giorno, in televisione, sui social media… donne bellissime che però hanno un seno davvero molto grande, che poco si addice alle loro forme.

Questa è una delle “spie” che denunciano un risultato finto.

La seconda è una questione di protesi e di forma del seno, dell’aspetto che avrà a prescindere delle dimensioni.

Anche in questo caso, ci ritroviamo spesso di fronte a seni che già dall’apparenza tradiscono la loro origine ben poco naturale.

Per me la “naturalezza” di un seno rifatto è inversamente proporzionale a quanto si vedono le protesi. Più si notano più si capirà che si cela un lavoro chirurgico dietro quell’aspetto.

Per questo utilizzo protesi morbide e con un’elevata elasticità del gel di silicone, che tendono a simulare meglio i cambiamenti dinamici del seno.

Tutto questo per evitare un seno visibilmente finto, duro, tondo… che si capisce lontano chilometri che non è vero.

Molte donne che si sottopongono alla mastoplastica additiva hanno tra i venti e i trent’anni, o poco più, e temono di privarsi dell’esperienza dell’allattamento a causa delle protesi al seno.

Non solo. Sapendo che ci sono dei cambiamenti a livello ormonale e che cambiano le dimensioni del seno durante la gravidanza, temono per il destino delle protesi.

Se anche tu hai questo timore, puoi stare tranquilla. Le tecniche attuali di intervento e di posizionamento delle protesi non creeranno alcun problema sia durante la gravidanza che in fase di allattamento.

C’è, però, un piccolo dettaglio a cui prestare attenzione.

L’intervento prevede, ovviamente, un’incisione che, se non viene pianificata nel dettaglio e ascoltando le tue necessità, non solo può compromettere la sensibilità del capezzolo…ma può causare problemi con l’allattamento.

Queste incisioni effettuate per posizionare la protesi mammaria devono lasciare intatte le connessioni tra la ghiandola mammaria ed il capezzolo.

Per questo è importante che tu parli apertamente con il chirurgo, che sarà il primo ad affrontare l’argomento, per capire come muoversi al meglio.

Però, stai serena, il bambino non corre alcun rischio durante l’allattamento e il tuo latte non sarà contaminato da nulla.

Se invece stai terminando l’allattamento e stai pensando di rifarti il seno, aspetta soltanto che le dimensioni si ristabilizzino. Ora il tuo seno non è della sua normale misura. 

È importante esaminare la tua condizione quando l’allattamento sarà terminato e il seno sarà tornato a una forma e dimensioni stabili.

In questo modo sarà possibile valutare esattamente ciò di cui hai bisogno.

Le protesi non sono progettate per durare in eterno, ma non hanno certo una data di scadenza stampata sopra.

Le statistiche parlano di un arco temporale davvero molto ampio, che va dai dieci ai venti anni.

Come si fa allora a sapere quando è il momento di sostituirle?

L’ideale, per essere tranquilla, goderti senza pensieri la tua quotidianità, è quello di sottoporti una volta all’anno ad una visita di controllo, un normale check-up con ecografia mammaria e visita, per valutare lo stato delle protesi.

Un altro piccolo consiglio per dormire sonni tranquilli: assicurati che il tuo chirurgo ti fornisca tutti i dettagli del materiale di cui sono fatte le protesi che avrete scelto.

Questi dettagli ti informeranno adeguatamente sulla composizione, sulla durata media e sulla procedura necessaria in caso di sostituzione.

Questa consapevolezza ti renderà molto più serena.

Lo sport, bellissimo argomento che ci porta a parlare del recupero post operatorio.

Il decorso e la convalescenza sono sempre soggettivi ma, di norma, le mie pazienti tornano a casa 2-3 ore dopo l’intervento.

Durante la prima settimana, sconsiglio sforzi particolari e di sollevare pesi, ma può tranquillamente camminare, uscire ed essere normalmente attiva.

Tra queste attività rientra anche l’esercizio fisico anche se ovviamente, a seconda del tipo di sport, la ripresa è importante che sia graduale.

La vera attività fisica, che include i pesi, può essere tranquillamente ripresa dopo un mese, per evitare piccoli traumi del muscolo pettorale.

Quello che consiglio sempre è l’utilizzo di un reggiseno sportivo, che tenga ben fermo il seno. Aiuta ad avere un ottimo sostegno, che vada a contrastare la forza di gravità che attira il seno verso il basso con il passare degli anni.

Alla giusta distanza dall’intervento si può praticare qualsiasi tipo di sport, senza alcuna limitazione.

Qui stiamo parlando di “taglia”, quindi di misura di reggiseno. Le taglie dei diversi reggiseni, come saprai, variano tra produttore e produttore.

Non è così semplice e prevedibile capire subito a che taglia finale arriveremo. Anche perché ci sono due importanti variabili, che lavorano indipendentemente dalle protesi scelte.

La prima variabile è la tua taglia prima dell’intervento.

Se io utilizzassi la stessa protesi su una paziente con una prima di reggiseno e su un’altra con una terza… il risultato sarebbe differente.

La seconda variabile invece è la tua struttura fisica.

Anche in questo caso, una paziente piccola ed esile avrebbe un risultato diverso rispetto ad una alta e di corporatura più robusta.

Proprio per questo è importante valutare insieme il risultato che si desidera ottenere tenendo conto della singola paziente.

Inoltre, non si tratta soltanto di dimensioni, ma anche di forme.

Se quello che desideri è un seno più pieno, esistono protesi più larghe, che permettono di ottenere questo risultato, sempre naturale, che andrà anche a mettere in evidenza il punto vita (cosa che non guasta mai!).

C’è una terza variabile però da considerare, che va a ricollegarsi al concetto di “finto” a cui abbiamo già accennato.

Se la tua fisionomia è esile, passare da una prima ad una quinta non è così naturale e in armonia con il corpo.

Bisogna sempre fare una valutazione complessiva e capire quale risultato desideri veramente ottenere.

Anche perché la variabile di cui sto per parlarti è il peso della protesi.

Conosci bene il nemico numero uno dell’invecchiamento: la forza di gravità.

Non possiamo farci nulla, la forza di gravità tenderà sempre ad attrarre tutto verso il basso, seno incluso.

Per questo la scelta di una protesi particolarmente grande può rivelarsi un’arma a doppio taglio nel tempo, portando il seno a scendere verso il basso.

Nessuno di noi ama le cicatrici, non solo perché sono antiestetiche, ma perché “tradiscono” un intervento.

Ora, prima di tutto dipende dal tipo di intervento ma, in generale, ogni cicatrice ha bisogno di tempo per attenuarsi.

Per quanto riguarda la mia diretta esperienza, che è l’unica che posso riportarti con sicurezza, per il primo mese, massimo due, le cicatrici sono rosate, per poi attenuarsi sempre di più e diventare man mano meno visibili.

So che è un timore molto diffuso, ma ogni intervento lascia un segno, anche minimo. Sta alla tecnica e all’abilità del chirurgo mimetizzare il più possibile la cicatrice, rendendola davvero quasi invisibile.

Il mio metodo ti porta a non avere praticamente alcun dolore, pochissimi lividi e poco gonfiore.

Certo, vengono prescritti leggeri analgesici, perché i muscoli e la pelle devono adattarsi alle protesi, ma anche questo fastidio è ridotto al minimo.

Il mio metodo di lavoro  prima di tutto fa in modo che l’intervento duri circa mezz’ora, favorendo così un recupero molto più rapido. Inoltre evita l’utilizzo dei drenaggi, riducendo notevolmente il dolore post operatorio, che si riduce ad un vero e proprio semplice fastidio, una sorta di “tensione” al seno.

Però è ben lontano dal concetto di dolore derivante da un intervento che siamo abituati ad avere in mente.



Con il passare degli anni è del tutto normale che il seno tenda ad abbassarsi, sia che si tratta di un seno naturale, sia che si tratti di un seno rifatto.

Possiamo però ridurre al minimo questo naturale cedimento, scegliendo con cura le dimensioni delle protesi più adatte al tuo fisico.

Un errore abbastanza frequente è quello di voler risolvere il problema di un seno svuotato e sceso attraverso l’uso di protesi di grandi dimensioni.

È un errore perché purtroppo il seno cadrà ancora di più nei mesi successivi l’intervento, facendo crollare tutto il castello delle tue speranze.

Sarebbe davvero brutto ritrovarsi in questa situazione dopo aver affrontato l’operazione, avresti perso tempo e denaro per nulla.

Quello che invece bisognerebbe valutare è la necessità di un lifting al seno e scegliere la tecnica più adatta al singolo caso specifico.

dr peron

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