Non sei soddisfatta dell’immagine che ti restituisce lo specchio, ma hai paura di ricorrere a interventi di chirurgia estetica? Sei bloccata dalla paura di essere giudicata e di non riconoscerti più allo specchio?


La rivoluzione della chirurgia estetica: come ottenere un seno perfetto ma naturale, per farti sentire libera di essere finalmente te stessa

La società ci ha abituato ad associare al ritocco estetico il concetto di finto, di non necessario.

Si tende ancora ad associare un intervento al seno con un risultato inevitabilmente volgare ed eccessivo.

C’è sempre un dito puntato, un giudizio pronto ad essere decretato.

Quante volte hai sentito almeno una di queste frasi…

“Si vede proprio che ha rifatto il seno…”

“Sono finte!”

“Che volgarità, farsi operare per un vezzo estetico”

“Ma era così bella prima…”

Ognuna di esse rappresenta un ostacolo, che rischia di allontanarti da ciò che desideri per te stessa.

So che il giudizio degli altri tende a influenzarci, ma non può compromettere una scelta importante per il tuo benessere.

Decidere di rifarsi il seno è il risultato di un percorso di conoscenza, di consapevolezza di ciò che si desidera davvero.

Riuscire a rendersi conto di avere un disagio, di non riconoscersi allo specchio è un atto di coraggio.

Significa che stai agendo, vuoi fare qualcosa per te stessa, che avrà risvolti positivi anche su tutte le persone che ti circondano.

Ti vedranno più serena, felice e sicura di te stessa. Se questo è ciò che desideri, non rinunciare solo per paura del giudizio delle altre persone.

Non hanno idea di quanto sarai ancora più bella e soddisfatta, soprattutto se otterrai un risultato naturale, studiato su misura, in base ai tuoi desideri e alla tua fisicità.

Sara, paziente Mastoplastica Argentina

Devi sapere che, di fronte a questi timori non sei affatto sola…


7 donne su 10 non sono soddisfatte del loro seno e vorrebbero modificarlo

Il Breast Size Satisfaction Survey (BSSS) ha riunito oltre 100 esperti internazionali per condurre sondaggi su ben 18.541 donne in 40 paesi, con lo scopo di esaminare l'immagine del corpo.

Pubblicata sulla rivista Body Image, la ricerca ha scoperto che ben il 71% delle donne intervistate NON è soddisfatta del proprio seno.

Alle partecipanti era stato chiesto di valutare l'immagine che più si avvicinava alle attuali dimensioni del loro seno e l'immagine a cui invece vorrebbero corrispondere.

Vedi, il corpo cambia insieme a te, vive le tue esperienze e ne subisce le conseguenze.

Gravidanze, allattamento, perdite di peso, menopausa… tantissimi fattori incidono su quello che oggi è il tuo décolleté.

Ma se ti dicessi che è possibile ottenere un risultato davvero naturale, unico e progettato su misura, in base al tuo fisico e alle tue esigenze?

E soprattutto… un risultato di cui sei del tutto consapevole prima di entrare in sala operatoria, senza quindi correre il rischio di brutte sorprese al risveglio?

La nascita del metodo Mastoplastica Argentina ha risposto a tutte queste esigenze. 

Non è stato facile, ho dovuto unire due mondi diversi, ma ha permesso di progettare insieme alla paziente un risultato unico, condiviso e di cui è consapevole ben prima dell’intervento stesso.

Prima di raccontarti tutto sul metodo lascia che mi presenti


Dott. Luciano Perrone

Inventore del metodo Mastoplastica Argentina

Mi chiamo Luciano Perrone, medico specialista in medicina e chirurgia estetica e creatore di "Dr. Perón, l’originale mastoplastica argentina, il segreto delle donne più sexy del mondo".

Durante la mia specializzazione chirurgica e le mie esperienze all’estero, mi sono formato in Argentina e ho scoperto un nuovo modo di rendere il seno ancora più naturale, sensuale e su misura.

Ho poi unito questo percorso alla mia esperienza, ai diversi anni in Chirurgia dei Trapianti d’organo, fino alla Chirurgia del Trauma e Chirurgia Oncologica del Seno, per studiare piccole innovazioni che permettessero un intervento:

  • rapido

  • con un’anestesia leggera

  • quasi indolore

  • con un breve decorso post-operatorio.

Oggi, dopo diversi anni all’estero, ho portato il mio metodo in Italia, aprendo uno studio a Parma e uno a Milano.

La struttura del mio metodo ti prende per mano, ascolta le tue esigenze e ti porta, passo passo, ad avere ben chiaro il risultato che otterrai con l’intervento.

Ma cos'è la
Mastoplastica Argentina?

Questo metodo si ispira alle donne del sud America per ottenere un risultato naturale, armonioso, valorizza il volume laterale e il polo inferiore del seno, le zone considerate più sensuali.

Quello che la differenzia dalle normali procedure è la fase preliminare e la semplificazione dell'intervento che si riflette sul post operatorio, ben poco doloroso e rapido.

L’importanza della progettazione di un risultato unico, su misura

Giulia, paziente Mastoplastica Argentina

La fase che precede l’intervento è cruciale per definire esattamente il risultato atteso dalla paziente, che ritroverà dopo l’intervento, e si divide in 2 visite distinte.


Vediamo cosa succede durante la prima visita

fase di ascolto

In questa fase lascio che mi racconti i tuoi pensieri, quello che desideri e ciò che può farti paura.

fase tecnica

Con le varie misurazioni, la scelta della tipologia di intervento più adatta alla tua condizione fisica.

fase finale

Sinergia delle due fasi precedenti per dar vita al miglior compromesso estetico possibile.

Se sarai soddisfatta della prima visita e vorrai proseguire, passeremo alla SECONDA VISITA

Giorgia, paziente Mastoplastica Argentina

Qui l’obiettivo è sciogliere ogni dubbio, domanda, che è normale sorga quando le informazioni della prima visita si sono sedimentate...

In seguito, ci concentriamo sulla scelta delle protesi. Per me è importante non scegliere da solo, in sala operatoria, le protesi più adatte, ma renderti consapevole e informata prima dell’intervento.

Così dedichiamo questa sessione alla valutazione dei diversi tipi di protesi, che potrai toccare con mano e di cui scoprirai le differenze. 

Potrai provare le diverse dimensioni e forme e valutare l’eventuale risultato attraverso le foto che faremo.

Questo ti permette di avere il controllo della situazione, di sapere esattamente cosa ti aspetta, senza brutte sorprese.

La semplificazione dell’intervento e del post operatorio

Attraverso la tecnica della mastoplastica argentina, che prevede una piccola incisione (la cui tipologia si valuta in base alla singola paziente), l’intervento:


1

Dura soltanto trenta minuti circa

2

Prevede un’anestesia più leggera, che non lascia strascichi fastidiosi

3

Evita l’utilizzo dei drenaggi

4

Avviene in day hospital e potrai andare a casa il giorno stesso, dopo qualche ora dal risveglio e fatti tutti i controlli, in totale sicurezza.

5

Questa procedura rende anche rapido e poco doloroso il recupero post-operatorio.

6

Tornerai a casa con un reggiseno sportivo, fornito da noi, senza fasciature.

7

Si può avvertire un leggero fastidio, una sorta di tensione sui muscoli pettorali, ma non dolore. Basterà seguire la terapia antibiotica e antinfiammatoria stabilita e poi riprendere una routine che non preveda sforzi per la parte superiore del corpo.

Tornerai molto velocemente alla tua vita normale, ai tuoi impegni. Sarà poi possibile tornare all’attività in palestra, aspettando quattro settimane.

Ecco l'esperienza delle nostre pazienti


Sara

Antonella

Dedorah

Nissrine

La storia di queste donne, con diverse età, con bagagli del tutto differenti di esperienze, desideri e paure, ti dimostra come abbiano ora un bellissimo punto in comune.

Hanno il sorriso della consapevolezza, dell’orgoglio di non essersi lasciate bloccare dalle dicerie, dai luoghi comuni e aver lottato per essere finalmente se stesse.

Se anche tu vuoi raggiungere questo traguardo, sappi che è più vicino e meno impegnativo di quanto possa sembrare.

Azzera le tue paure scoprendo ogni dettaglio del mio metodo, la Mastoplastica Argentina.

Le domande più frequenti sulla mastoplastica

Tutte le protesi sembrano finte?

Vediamo prima cosa significa “finte”.

È molto difficile che una donna nasca con un seno davvero molto sproporzionato per la sua fisicità, perché le causerebbe gravi problemi alla schiena.

Certo, può capitare, ma è una situazione poco frequente.

Quindi, quando ti capita di notare un seno molto sproporzionato rispetto al resto del corpo, sei portata a pensare che non sia naturale, che sia rifatto.

Hai davanti agli occhi questo caso ogni giorno, in televisione, sui social media… donne bellissime che però hanno un seno davvero molto grande, che poco si addice alle loro forme.

Questa è una delle “spie” che denunciano un risultato finto.

La seconda è una questione di protesi e di forma del seno, dell’aspetto che avrà a prescindere delle dimensioni.

Anche in questo caso, ci ritroviamo spesso di fronte a seni che già dall’apparenza tradiscono la loro origine ben poco naturale.

Per me la “naturalezza” di un seno rifatto è inversamente proporzionale a quanto si vedono le protesi. Più si notano più si capirà che si cela un lavoro chirurgico dietro quell’aspetto.

Per questo utilizzo protesi morbide e con un’elevata elasticità del gel di silicone, che tendono a simulare meglio i cambiamenti dinamici del seno.
Tutto questo per evitare un seno visibilmente finto, duro, tondo... che si capisce lontano chilometri che non è vero.

Dopo essermi operata potrò allattare?

Molte donne che si sottopongono alla mastoplastica additiva hanno tra i venti e i trent’anni, o poco più, e temono di privarsi dell’esperienza dell’allattamento a causa delle protesi al seno.

Non solo. Sapendo che ci sono dei cambiamenti a livello ormonale e che cambiano le dimensioni del seno durante la gravidanza, temono per il destino delle protesi.

Se anche tu hai questo timore, puoi stare tranquilla. Le tecniche attuali di intervento e di posizionamento delle protesi non creeranno alcun problema sia durante la gravidanza che in fase di allattamento.

C’è, però, un piccolo dettaglio a cui prestare attenzione.

L’intervento prevede, ovviamente, un’incisione che, se non viene pianificata nel dettaglio e ascoltando le tue necessità, non solo può compromettere la sensibilità del capezzolo…ma può causare problemi con l’allattamento.

Queste incisioni effettuate per posizionare la protesi mammaria devono lasciare intatte le connessioni tra la ghiandola mammaria ed il capezzolo.

Per questo è importante che tu parli apertamente con il chirurgo, che sarà il primo ad affrontare l’argomento, per capire come muoversi al meglio.

Però, stai serena, il bambino non corre alcun rischio durante l’allattamento e il tuo latte non sarà contaminato da nulla.

Se invece stai terminando l’allattamento e stai pensando di rifarti il seno, aspetta soltanto che le dimensioni si ristabilizzino. Ora il tuo seno non è della sua normale misura. 

È importante esaminare la tua condizione quando l’allattamento sarà terminato e il seno sarà tornato a una forma e dimensioni stabili.

In questo modo sarà possibile valutare esattamente ciò di cui hai bisogno.

Ogni quanto devo cambiare le protesi?

Le protesi non sono progettate per durare in eterno, ma non hanno certo una data di scadenza stampata sopra.

Le statistiche parlano di un arco temporale davvero molto ampio, che va dai dieci ai venti anni.

Come si fa allora a sapere quando è il momento di sostituirle?

L’ideale, per essere tranquilla, goderti senza pensieri la tua quotidianità, è quello di sottoporti una volta all’anno ad una visita di controllo, un normale check-up con ecografia mammaria e visita, per valutare lo stato delle protesi.

Un altro piccolo consiglio per dormire sonni tranquilli: assicurati che il tuo chirurgo ti fornisca tutti i dettagli del materiale di cui sono fatte le protesi che avrete scelto.

Questi dettagli ti informeranno adeguatamente sulla composizione, sulla durata media e sulla procedura necessaria in caso di sostituzione.

Questa consapevolezza ti renderà molto più serena.

Posso fare sport dopo un intervento di mastoplastica additiva?

Lo sport, bellissimo argomento che ci porta a parlare del recupero post operatorio.

Il decorso e la convalescenza sono sempre soggettivi ma, di norma, le mie pazienti tornano a casa 2-3 ore dopo l’intervento.

Durante la prima settimana, sconsiglio sforzi particolari e di sollevare pesi, ma può tranquillamente camminare, uscire ed essere normalmente attiva.

Tra queste attività rientra anche l’esercizio fisico anche se ovviamente, a seconda del tipo di sport, la ripresa è importante che sia graduale.

La vera attività fisica, che include i pesi, può essere tranquillamente ripresa dopo un mese, per evitare piccoli traumi del muscolo pettorale.

Quello che consiglio sempre è l’utilizzo di un reggiseno sportivo, che tenga ben fermo il seno. Aiuta ad avere un ottimo sostegno, che vada a contrastare la forza di gravità che attira il seno verso il basso con il passare degli anni.

Alla giusta distanza dall’intervento si può praticare qualsiasi tipo di sport, senza alcuna limitazione.

Che taglia di reggiseno otterrò a seconda della protesi scelta?

Qui stiamo parlando di “taglia”, quindi di misura di reggiseno. Le taglie dei diversi reggiseni, come saprai, variano tra produttore e produttore.

Non è così semplice e prevedibile capire subito a che taglia finale arriveremo. Anche perché ci sono due importanti variabili, che lavorano indipendentemente dalle protesi scelte.

La prima variabile è la tua taglia prima dell’intervento.

Se io utilizzassi la stessa protesi su una paziente con una prima di reggiseno e su un’altra con una terza… il risultato sarebbe differente.

La seconda variabile invece è la tua struttura fisica.

Anche in questo caso, una paziente piccola ed esile avrebbe un risultato diverso rispetto ad una alta e di corporatura più robusta.

Proprio per questo è importante valutare insieme il risultato che si desidera ottenere tenendo conto della singola paziente.

Inoltre, non si tratta soltanto di dimensioni, ma anche di forme.

Se quello che desideri è un seno più pieno, esistono protesi più larghe, che permettono di ottenere questo risultato, sempre naturale, che andrà anche a mettere in evidenza il punto vita (cosa che non guasta mai!).

C’è una terza variabile però da considerare, che va a ricollegarsi al concetto di “finto” a cui abbiamo già accennato.

Se la tua fisionomia è esile, passare da una prima ad una quinta non è così naturale e in armonia con il corpo.

Bisogna sempre fare una valutazione complessiva e capire quale risultato desideri veramente ottenere.

Anche perché la variabile di cui sto per parlarti è il peso della protesi.

Conosci bene il nemico numero uno dell'invecchiamento: la forza di gravità.

Non possiamo farci nulla, la forza di gravità tenderà sempre ad attrarre tutto verso il basso, seno incluso.

Per questo la scelta di una protesi particolarmente grande può rivelarsi un’arma a doppio taglio nel tempo, portando il seno a scendere verso il basso.

Mi rimarranno le cicatrici?

Nessuno di noi ama le cicatrici, non solo perché sono antiestetiche, ma perché “tradiscono” un intervento.

Ora, prima di tutto dipende dal tipo di intervento ma, in generale, ogni cicatrice ha bisogno di tempo per attenuarsi.

Per quanto riguarda la mia diretta esperienza, che è l’unica che posso riportarti con sicurezza, per il primo mese, massimo due, le cicatrici sono rosate, per poi attenuarsi sempre di più e diventare man mano meno visibili.

So che è un timore molto diffuso, ma ogni intervento lascia un segno, anche minimo. Sta alla tecnica e all’abilità del chirurgo mimetizzare il più possibile la cicatrice, rendendola davvero quasi invisibile.

Quanto dolore proverò dopo l’intervento?

Il mio metodo ti porta a non avere praticamente alcun dolore, pochissimi lividi e poco gonfiore.

Certo, vengono prescritti leggeri analgesici, perché i muscoli e la pelle devono adattarsi alle protesi, ma anche questo fastidio è ridotto al minimo.

Il mio metodo di lavoro  prima di tutto fa in modo che l’intervento duri circa mezz’ora, favorendo così un recupero molto più rapido. Inoltre evita l’utilizzo dei drenaggi, riducendo notevolmente il dolore post operatorio, che si riduce ad un vero e proprio semplice fastidio, una sorta di “tensione” al seno.

Però è ben lontano dal concetto di dolore derivante da un intervento che siamo abituati ad avere in mente.

Il mio seno “cadrà” dopo l’operazione?

Il mio metodo ti porta a non avere praticamente alcun dolore, pochissimi lividi e poco gonfiore.

Certo, vengono prescritti leggeri analgesici, perché i muscoli e la pelle devono adattarsi alle protesi, ma anche questo fastidio è ridotto al minimo.

Il mio metodo di lavoro  prima di tutto fa in modo che l’intervento duri circa mezz’ora, favorendo così un recupero molto più rapido. Inoltre evita l’utilizzo dei drenaggi, riducendo notevolmente il dolore post operatorio, che si riduce ad un vero e proprio semplice fastidio, una sorta di “tensione” al seno.

Però è ben lontano dal concetto di dolore derivante da un intervento che siamo abituati ad avere in mente.

Non ti resta che scoprire il nostro percorso, per ottenere il risultato che desideri, naturale e unico, e un intervento innovativo.