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La protesi perfetta per la mastoplastica esiste? Ecco 3 parametri chiave

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Proseguiamo con i nostri articoli di approfondimento sulle protesi mettendo l’accento su alcuni dettagli tecnici che possono aiutarti a riconoscere meglio la protesi perfetta per la mastoplastica.
Ora, piccolissima premessa: la protesi perfetta in senso assoluto non esiste.
Chi propone sempre lo stesso tipo di protesi lo fa per abitudine, perché conosce bene solo quel tipo di metodo… non lo fa per il tuo interesse.
Infatti, come abbiamo già detto in questo articolo, l’ideale è avere un’ottima competenza ad ampio raggio, che includa tutti i tipi di protesi, tutte le tecniche a disposizione, tra cui poter scegliere quella perfetta per te.

Detto questo, vediamo più da vicino i diversi tipi di protesi:

  • protesi tonde: sono protesi omogenee, che non causano alcun problema in caso si possano ruotare. Danno un polo superiore più pieno e richiedono un ottimo lavoro di proiezione.
  • Protesi anatomiche: decisamente più naturali di quelle tonde, hanno la forma a “goccia”, che offre un aspetto più naturale al seno. A differenza delle tonde, non possono accettare una eventuale rotazione perché andrebbe a deformarle. Inoltre, per permettergli quel tipo di forma, il materiale al loro interno è più strutturato, rigido e, al tatto, “tradisce” maggiormente la presenza della protesi.
  • Protesi ergonomiche: le protesi di ultima generazione: il loro aspetto mima molto bene il seno naturale. Al loro interno hanno un gel coesivo, morbido, che riesce a seguire i movimenti del tessuto mammario, risultando decisamente naturale in ogni circostanza.

Ora che conosciamo un po’ meglio le protesi, vediamo i 3 parametri chiave per la scelta della protesi perfetta per la mastoplastica, che sarà diversa per ogni paziente. Sono tutti 3 tre punti che il tuo chirurgo deve considerare per offrirti la soluzione ideale per i tuoi desideri e per le caratteristiche del tuo fisico.

1. La scelta del volume

Questa scelta è cruciale anche per la decisione di quale tipo di protesi utilizzare: infatti possiamo preferire una all’altra anche in base alle tue caratteristiche fisiche e a quanto andremo ad aumentare il volume.

Nel momento in cui si sceglie la dimensione delle protesi si valutano prima le tue aspettative, ciò che desideri ottenere.

Poi si fa un’analisi più oggettiva, basata sulle tue proporzioni, sulle varie misurazioni e sulla naturalezza del risultato. L’obiettivo è sempre quello di migliorare il seno, certo, ma anche di valorizzare tutto il fisico.

Per rendere le pazienti più coinvolte e consapevoli di questa scelta, chiedo loro di provare le protesi, di prenderci confidenza e capire come se le sentono addosso.

Se vuoi fare a casa questo tipo di prova, esiste un metodo simpatico e semplice da seguire… ne parliamo nel prossimo articolo!

2. La proiezione delle protesi

Questo passaggio è meno noto, perché difficilmente viene spiegato alle pazienti.

In realtà è molto importante. Infatti, per lo stesso volume di protesi, puoi avere una proiezioni più alta (più stretta alla base ma più alta) e una più bassa (più larga alla base).

Ogni donna ha un seno di partenza diverso, con un’altezza e una larghezza ben precise, e per questo è essenziale far corrispondere le misure con quelle dell’impianto.

Questo ci permette di rendere ancora più personalizzato e naturale il risultato,

Una proiezione più bassa è più naturale, permettendo di avere una protesi più larga. Questo lo rende perfetto anche per le donne che hanno un seno largo e non desiderano un risultato molto evidente, finto.

3. L’arte della progettazione 

Un chirurgo estetico con una grande esperienza focalizzata sul seno può guidarti nel trovare il risultato più adatto a te.

Come abbiamo già detto, non esiste la protesi ideale per tutte, e nessuno, a priori, può consigliartene una piuttosto che un’altra.

La fase della progettazione ha proprio l’obiettivo di studiare il percorso migliore per portarti al traguardo desiderato.

La scelta della protesi, il volume, la proiezioni, sono tutti piccoli pezzetti che compongono il puzzle del tuo risultato perfetto, su misura, unico nel suo genere, e lo fanno attraverso la progettazione.

È un momento che unisce tecnica e arte, per andare a ridisegnare il tuo seno, armonizzarlo con il resto del corpo e arrivare alla scelta della protesi perfetta per la mastoplastica che andrai ad eseguire.

Non rinunciare mai a nessuna di queste tre fasi, tanto meno alla progettazione, che ti aiuterà ad essere realmente consapevole di come ti sveglierai dall’intervento, mettendoti al riparo da brutte sorprese.

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Dir.San. Dott. Luciano Perrone – Ordine dei Medici di Parma n.7488

 

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