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Lifting al seno: come la mastopessi contrasta la forza di gravità

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Oggi vediamo cosa succede al seno e come cambia naturalmente negli anni, arrivando a scoprire l’unica soluzione concreta per chi vuole contrastare il tempo che passa: un vero e proprio lifting al seno, la cosiddetta mastopessi.

La forza di gravità è un’inevitabile alleata del tempo che passa, dell’invecchiamento, e questo fa parte di un processo di cambiamento del tutto normale per ogni essere umano.

I cambiamenti naturali del corpo

La prima cosa importante da dire è che si tratta di un processo fisiologico che colpisce ogni donna, in modi e tempi diversi a seconda delle dimensioni del suo seno e degli eventi che caratterizzano la sua vita.

Abbiamo detto tante volte che ogni donna è unica, che porta sulle sue spalle un bagaglio di vita, di esperienze, che condizionano il suo aspetto fisico.

A partire dalle rughe fino ad arrivare al seno, la pelle cambia spessore ed elasticità.

Nel caso del seno, si arriva ad un disequilibrio tra l’involucro del seno, ovvero la pelle, e il contenuto, la massa ghiandolare-adiposa.

Per questo si riprende in concetto, piuttosto noto nel campo anti-age, del lifting, in questo caso indirizzato al seno.

A seconda di quanto il disequilibrio interessi anche il “contenuto”, si valuta se indirizzarsi verso la semplice mastopessi o se agire anche sul volume, arrivando ad una mastopessi additiva, che prevede l’uso delle protesi.

Ma prima di parlare dell’intervento e delle diverse tipologie esistenti, facciamo un’importante premessa.

Lifting al seno: tutto quello che non funziona

Sarebbe molto bello se esistessero creme portentose o rimedi naturali per risollevare il seno.

La verità e che questa zona è molto particolare e nessun prodotto cosmetici, nessuna attività in palestra, possono agire concretamente come lifting per il seno.

Quindi le strade sono soltanto due.

La prima è accettare la condizione attuale del proprio seno.

Se non ti crea imbarazzo o disagio, se ti basta ricorrere all’uso di un reggiseno adatto per sentirti bene con te stessa, accetta questo naturale cambiamento e valorizza al massimo i tuoi punti di forza.

La seconda strada invece è l’intervento chirurgico.

La mastopessi va ad asportare la pelle in eccesso e rimodella il seno, risollevandolo.

Non ci sono strade intermedie o scorciatoie. Non esistono attività che possono portarti a risollevare il seno.

Questo è importante, perché decidere di affidarsi alla chirurgia non è una scelta di comodo, ma una decisione ragionata, realistica, l’unica alternativa ad accettare la situazione per quella che è.

Ma perché il seno cede e cosa lo porta ad una maggiore perdita di tono?

Al di là del naturale cedimento, troviamo due eventi che incidono profondamente nello svuotamento del seno: gravidanza unita all’allattamento e un’importante perdita di peso.

Sono entrambe circostanze che comportano un repentino e rilevante cambiamento nelle dimensioni del seno e che inevitabilmente favoriscono e accelerano lo svuotamento e il cedimento dei tessuti.

Inoltre, a prescindere da queste due particolari circostanze, è importante ritardare il più possibile il naturale cedimento del seno, ad esempio utilizzando il reggiseno nel modo più corretto, come ho spiegato nell’articolo precedente.

Ora approfondiamo la seconda strada che hai a disposizione: l’unica adatta se questo cambiamento impatta troppo sulla tua vita, limitando le tue abitudini e minando la tua sicurezza.

Le 3 tecniche principali per la mastopessi: come viene scelta quella più adatta?

Abbiamo visto come sia del tutto normale che il seno, con il passare degli anni, subisca la forza di gravità iniziando a scendere, a svuotarsi e a perdere di tono.

Non tutte però hanno lo stesso livello di svuotamento e di abbassamento del seno.

Per questo la visita pre-operatoria è fondamentale, sia per capire quale tipo di risultato desidera la paziente, sia per valutare la tipologia di lifting al seno più adatta per lei.

Esistono infatti tre tecniche principali, più conosciute, per effettuare l’intervento di mastopessi, a seconda di quanto il seno sia sceso:

  • tecnica periareolare: intorno all’areola, quando il seno è sceso in maniera ridotta ;
  • tecnica lollipop: si interviene intorno all’areola e in verticale, per chi ha un seno più sceso e con pelle in eccesso
  • tecnica a T rovesciata: è la tecnica che prevede un lavoro più lungo ma completo ed è perfetta per chi presenta un cedimento importante.

Non c’è solo la tecnica da considerare, ma la necessità o meno di agire anche sul volume, in un unico intervento.

Lifting al seno: mastopessi con o senza protesi (più uno speciale compromesso)?

Nel caso fosse necessario intervenire anche sul volume del seno, si possono unire i due interventi, andando a scegliere la protesi più adatta alla fisionomia della paziente e ai suoi desideri.

C’è un caso speciale, in cui si può creare un’autoprotesi.

In questo caso vengono rimodellati i tessuti mammari della paziente stessa, andando così a formare una sorta di protesi naturale.

Si può utilizzare questa tecnica nel caso il volume del seno della paziente sia consistente e permetta di andare a riempire la parte centrale e superiore.

Come vedi, ogni caso merita di essere valutato con attenzione, trovando un equilibrio perfetto tra le richieste della paziente e le risposte ottenute dalla visita tecnica.

L’intervento di mastopessi, in tutte le sue varianti, viene effettuato in un paio d’ore e prevede il rientro a casa in giornata, con un post operatorio non invasivo né particolarmente doloroso.

Per ottenere dall’intervento il miglior risultato possibile, è importante essere consapevole di ciò che ti aspetta e fare un’attenta progettazione del tuo seno futuro.

Specializzazione e progettazione sono fondamentali anche per il discorso delle cicatrici

So che le cicatrici di questo particolare tipo di intervento possono spaventare.

Considera però due fattori.

Il primo è che, se ti affidi ad uno specialista, che progetterà in ogni minimo dettagli il tuo specifico intervento, saranno decisamente ridotte al minimo necessario e poco visibili nel tempo.

Il secondo è che spesso sono meglio alcune cicatrici ad un seno che non ti appartiene più, svuotato e cadente. Questa è una valutazione attenta che va fatta in sede di consulenza con il chirurgo.

Per questo ti consiglio di affidarti ad uno specialista che abbia accumulato una consistente esperienza negli interventi al seno.

In questo modo saprà guidarti verso la soluzione più adatta per le tue esigenze e i tuoi desideri.

Per rispettare questa necessità e guidare le pazienti verso un risultato naturale e su misura, con una meticolosa progettazione del risultato, ho creato un metodo di lavoro innovativo e sicuro.

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